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Diritto bancario e finanziario

21.08.2013 - Consob: Strumenti derivati


Probabilità reali e probabilità neutrali al rischio nella stima del valore futuro degli strumenti derivati
 
"Partendo da alcune ipotesi teoriche circa il funzionamento dei mercati finanziari (mercati completi e principio di non arbitraggio) e circa la dinamica dei prezzi delle attività finanziarie, i modelli standard sviluppati nell'ambito della matematica finanziaria permettono di calcolare il fair price di un contratto derivato al momento della sua stipula come valore atteso attualizzato dei possibili pay-off futuri. Se, da un lato, il fair price ottenuto mediante tale metodologia costituisce un'informazione affidabile e coerente circa il "prezzo equo" del prodotto finanziario al momento della stipula del contratto, dall'altro, come ben noto in letteratura, le distribuzioni di probabilità impiegate nel procedimento di stima dei possibili pay-off futuri del derivato non rappresentano le "reali" probabilità di accadimento di eventi futuri e pertanto forniscono informazioni potenzialmente fuorvianti circa la probabilità che "ad una data futura" il valore di uno strumento finanziario derivato sia superiore o inferiore a determinate soglie. Ciò deriva dal fatto che tali distribuzioni di probabilità sono risk-neutral, ovvero sono ottenute assumendo l'ipotesi di neutralità al rischio degli investitori; tale ipotesi è accettabile solo per finalità di pricing del derivato alla data di stipula del contratto (assumendo che il derivato sia replicabile con le attività sottostanti e che valga quindi la cosiddetta ipotesi di non-arbitraggio). Il presente lavoro chiarisce pertanto che l'utilizzo separato delle informazioni contenute nelle partizioni di probabilità del valore futuro di un derivato finanziario - probabilità che sono alla base del processo di pricing - dovrebbe avvenire previa opportuna correzione per tener conto dell'avversione al rischio degli investitori, ovvero usando distribuzioni di probabilità "reali" (cosiddette real world probabilities). Ciò, tuttavia, renderebbe tali partizioni di probabilità non univoche e imporrebbe un affinamento della metodologia volta a consentirne l'impiego nella regolamentazione sulla trasparenza dei prodotti finanziari; questo, parimenti, non esclude che per finalità interne di risk management gli intermediari finanziari possano utilmente apportare le correzioni per il premio al rischio che ritengano necessarie."
 
 
 
 


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